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Acquerello, Colori, Corsi

La consistenza del colore nell’acquerello

La consistenza del colore è un fattore importante per la riuscita nell’acquerello. Vediamo le diverse diluizioni del colore, quando e come usarle correttamente.

Nella pittura ad acquarello è fondamentale lavorare con la giusta quantità di acqua. Per capire quanta acqua usare bisogna considerare infatti quanto è umido il pennello, quanto è umida la carta e quanto è diluito il colore.

Ci sono quindi decine di combinazioni possibili e di effetti che si possono ottenere secondo queste variabili: la consistenza del colore è uno dei fattori più importanti. Con il tempo tutto diventerà una specie di automatismo, ma ancora prima di lanciarsi nella pittura, è consigliato esercitarsi provando le varie diluizioni.

L’obiettivo dell’esercizio che vi mostro in questo articolo è quello di fissare nella mente le qualità fisiche delle stesure, in rapporto alle diverse proporzioni di colore e acqua, di familiarizzare con il comportamento del colore sulla tavolozza e di memorizzare le sensazioni che provate quando lo stendete sulla carta. 

Con il tempo, queste osservazioni e sensazioni vi torneranno alla mente sotto forma di informazioni, e vi guideranno intuitivamente nella preparazione delle miscele.

La consistenza del colore ad acquerello

Nell’acquerello non si usa mai il colore così come esce dal tubetto, perché è troppo pastoso e non permette di ottenere la caratteristica trasparenza.

Il colore va diluito con acqua pulita prima di usarlo, e qui cominciano le difficoltà, soprattutto per i principianti. La quantità di acqua aggiunta per diluire il colore, infatti, incide sul segno che si lascia sulla carta.

Una prima diluizione blanda concorre a sciogliere i grumi, e il colore assume una consistenza appiccicosa: se si inclina la tavolozza, il liquido non si muove. Ho chiamato questa consistenza burro, e si usa per i dettagli, per gli effetti materici a secco e per effetti morbidi e allo stesso tempo definiti nel bagnato su bagnato.

Aumentando di poco la quantità d’acqua si ottiene un colore liscio e cremoso. Se si trascina il pennello sul colore, la superficie della tavolozza si intravvede per alcuni secondi prima che la miscela si richiuda sulla traccia. Se si inclina la tavolozza,  il liquido forma una goccia consistente. Ho chiamato questa consistenza panna: questa diluizione lavora bene con il bagnato su bagnato, perché non si espande troppo.

La diluizione successiva, che ho chiamato latte, ha una consistenza fluida e il colore comincia a muoversi se inclino la tavolozza. Se trasciniamo il pennello attraverso la pittura, questa si chiude rapidamente e sul bordo compare il riflesso di una pozza curva. La diluizione latte lavora benissimo nelle campiture bagnato su asciutto e nel bagnato su bagnato.

Aggiungendo ancora un po’ d’acqua la diluizione latte si trasforma in caffè, il colore si allarga in tavolozza e, applicato sulla carta, risulta trasparente e il tono si schiarisce. Un ulteriore diluizione ci porta alla consistenza tè, che ha l’aspetto dell’acqua pura leggermente colorata. Queste consistenze decisamente liquide sono adatte per dipingere sfondi leggeri e per applicazioni a velature successive

Come eseguire l’esercizio

Affinché l’esercizio riesca bene e vi sia utile, tenete presente che il modo in cui si stende il colore influisce sul suo aspetto. Quindi, applicate il colore in modo uniforme senza caricare troppo il pennello, e resistete alla tentazione di ripassare, soprattutto se la stesura ha iniziato ad asciugarsi.

Per quanto riguarda i colori, meglio usare quelli in tubetto, perché con i godet non si riesce a dosare bene la quantità di acqua. Scegliete qualche colore dalla vostra tavolozza, tenendo presente che i risultati possono essere molto diversi in base alle proprietà dei pigmenti contenuti e anche tra le diverse marche.

Vi consiglio di annotate i risultati  per individuate la diluizione ottimale per ogni tipo di pigmento, così da avere un archivio di informazioni che vi saranno utili in seguito.

Su un foglio di carta 100% cotone disegnate con la matita una griglia con 6 colonne e tante righe quanti sono i colori che avete scelto.

Annotate sopra ogni colonna il nome che vi ho indicato per ogni consistenza: colore puro, burro, panna, latte, caffè, tè.

Colore puro

Spremete una noce di colore puro in tavolozza. Con il pennello leggermente inumidito prelevate un po’ di colore e riempite il primo quadratino. Cercate di ottenere uno strato sottile e uniforme con il minor numero possibile di pennellate, senza lavorare troppo il colore. Osservate come il pennello non scorre e come è difficile controllare le pennellate, tanto che risulta difficile coprire tutto il quadrato. Una volta asciutta, la stesura di colore puro ha un aspetto piatto e senza vita. La trama della carta non è visibile e le pennellate lasciano strisce o macchie sulla superficie.

Diluizione burro

Ora aggiungete con il pennello o con una pipetta una goccia d’acqua al colore puro. Mescolate a lungo con il pennello per scegliere bene il colore. Al termine, non dovrebbero esserci grumi sul pennello o in tavolozza. Riempite il quadratino: il colore si stende meglio ora che è un po diluito, ma la carta non è ancora visibile.

Diluizione panna

Aggiungete al colore due gocce di acqua e mescoliate fino a renderlo completamente liscio, controllando che non vi siano grumi di pittura non sciolti. La miscela dovrebbe ora avere la consistenza viscosa della panna liquida. Riempite il quadratino: il colore dovrebbe scorrere dal pennello in modo uniforme e senza sforzo. Una volta asciutto, il colore inizia ad aprirsi un po’ e a brillare, e risulta intenso e luminoso.

Diluizione latte

Aggiungete alla miscela 3 gocce d’acqua e mescolate fino ad ottenere la consistenza fluida del latte. Stendendo il colore sul quadratino, si comincia a intravvedere il bianco della carta.

Diluizione caffè

Aggiungete alla miscela 4 gocce e mescolate fino ad una consistenza quasi acquosa. Stendete il colore sul quadratino. Il colore è molto liquido ed è facile andare oltre il bordo, quindi bisogna prestare maggiore attenzione. Finalmente vediamo la trasparenza dell’acquerello, che lasciando appunto trasparire il bianco della carta, si schiarisce nel tono.

Diluizione tè

Per finire, aggiungete  5 gocce e mescolate. Il colore risulta decisamente chiaro in virtù della sua trasparenza.

Clicca qui per informazioni sulla video lezione sulla consistenza del colore.

25 Ottobre 2024||inAcquerello, Colori, Corsi||diCinzia Corbetta
TAGS:tecniche
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